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Modello 231: la responsabilità della Pubblica Amministrazione italiana [Responsabilità della PA]

Aggiornamento: 29 apr 2021

La responsabilità amministrativa interessa anche la Pubblica Amministrazione, legata ai principi di buon andamento, imparzialità ed efficienza. In che modo il Modello 231 influenza anche la PA italiana: doveri, sanzioni e anche gli esclusi.



La Pubblica Amministrazione rappresenta il fulcro dello Stato. Attraverso la Pubblica Amministrazione (PA) vengono garantiti tantissimi servizi a tutti i cittadini, da considerare tutti sullo stesso piano in virtù del principio di eguaglianza presente nel nostro ordinamento giuridico.


Le prestazioni erogate dalla Pubblica Amministrazione sono legate ai principi di buon andamento, imparzialità ed efficienza; se tali valori non vengono garantiti è possibile rinvenire una responsabilità proprio in capo alla P.A. italiana.



Modello 231: la responsabilità della Pubblica Amministrazione


La disciplina legislativa in materia di responsabilità della Pubblica Amministrazione per gli illeciti commessa dalla stessa, proprio come nel caso delle società e degli enti, è regolata dal Decreto legislativo n. 231 del 2001. Tale decreto ha cercato di definire un illecito di natura complessa, che potesse essere rilevante tanto nel sistema penale tanto in quello amministrativo, per fornire massima garanzia a tutti coloro che entrano in contatto con la Pubblica Amministrazione italiana.


Il decreto menzionato declina anche forme di responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e degli enti privi di personalità giuridica definendo la formazione dei fascicoli degli uffici giudiziari e tutta l'attività necessaria per l'attuazione del decreto e l'accertamento della responsabilità della PA.


Si ricorda che sono esclusi dal decreto, e quindi dall'alveo della responsabilità amministrativa lo Stato, gli Enti Pubblici territoriali, quelli non territoriali, gli enti misti e quelli che svolgono attività di rilevanza costituzionale.


I presupposti della responsabilità amministrativa


La responsabilità amministrativa in capo all'ente si configura nel momento in cui vengono commessi determinati reati dal vertice aziendale ovvero dai dipendenti dell'azienda stessa o da coloro che sono sottoposti al controllo e alla vigilanza, in virtù del rapporto di subordinazione. Affinché si configuri la responsabilità dell'ente è necessario che il reato venga commesso a suo vantaggio. Il decreto legislativo n. 231/2001, quindi, determina anche quali sono i reati che configurano la responsabilità della PA.


Tra questi reati sono inclusi in particolare:

  • reati contro la stessa Pubblica Amministrazione (concussione, corruzione, malversazione, truffa ai danni dello Stato, frode informatica, indebita percezione di eroga ai danni dello Stato)

  • reati societari perseguibili (falso prospetto, impedito controllo, formazione fittizia di capitale, false comunicazioni sociali ecc...)

  • altri reati, come quelli contro la personalità della Stato, falso in valori e moneta, delitti con finalità di terrorismo ed eversione dell'ordine democratico.


Definite le ipotesi di reato che configurano la responsabilità della PA, occorre precisare che in taluni casi, specificati dalle legge 231/2001, è proprio la Pubblica Amministrazione che si solleva da ogni responsabilità nel momento in cui dimostra di aver ottemperato a tutte le prescrizioni richieste dalla legge.



Modello 231: le sanzioni della Pubblica Amministrazione


Nel momento in cui l'Ente viene ritenuto responsabile per l'illecito commesso, viene sanzionato. Molto spesso la condanna verte sul pagamento di un somma di denaro, individuata tra una minimo e un massimo, in relazione al profitto che l'Ente ha raggiunto a seguito del fatto illecito.


Oltre alla sanzione pecuniaria è possibile infliggere all'Ente, o al soggetto dipendente che ha commesso il fatto illecito, la confisca del prezzo o del prodotto del reato, l'interdizione dalla PA, il divieto di contrarre con la Pubblica Amministrazione salvo per l'erogazione dei servizi essenziali, la sospensione o la revoca di licenze o concessioni funzionali connesse con l'illecito, l'esclusione da erogazioni di denaro, sussidi o contributi e, infine, il divieto di pubblicizzare beni o servizi.



Il Modello 231 non è obbligatorio, ma i rischi per chi non lo compila sono altissimi, anche quando si tratta di Pubblica Amministrazione (PA). Per questo è cosa buona e giusta affidarsi ai consulenti esperti. Attraverso la presenza costante e il monitoraggio delle attività, il professionista ha la tranquillità che tutti i punti siano presidiati e che la conformità sia mantenuta nel corso del tempo.


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