• Riccardo Ajassa

Marketing: quanto dura il consenso? [Privacy]

Aggiornamento: 8 feb

Il nostro consulente Riccardo Ajassa lo spiega in un articolo speciale per NT Plus Diritto - Il Sole 24 Ore.




Tra le basi giuridiche previste dal GDPR all’art. 6 fa capolino anche il consenso, un termine ormai entrato nel linguaggio d’uso quotidiano di molti ma che, tuttavia, spesso viene abusato rispetto al suo significato originale, o quantomeno rispetto a quello indicato sul Regolamento UE. Il Regolamento, in effetti, , definisce il “consenso” come “qualsiasi manifestazione di volontà libera, specifica, informata e inequivocabile dell’interessato, con la quale lo stesso manifesta il proprio assenso, mediante dichiarazione o azione positiva inequivocabile, che i dati personali che lo riguardano siano oggetto di trattamento” (art. 4 n. 11).

Questo significa che il consenso è obbligatorio? No. La richiesta del consenso, così come la sua concessione da parte dell’utente, trova senso per una o più specifiche finalità. Va da sé che, in conseguenza della richiesta, il titolare del trattamento (ossia colui che prende le decisioni in merito alle modalità del trattamento) dovrà specificare le finalità per le quali si sta prestando il consenso.

Tratto dall'articolo Marketing: quanto dura il consenso? [Privacy], pubblicato per la prima volta su NT Plus Diritto - Il Sole 24 Ore a firma del consulente di Nimble Riccardo Ajassa.



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Riccardo Ajassa è Dottore in giurisprudenza. Dal 2018 è Consulente della privacy e studia la normativa in materia di protezione dei dati personali. Dopo aver visto moltissime realtà e aumentato la sua esperienza in campo privacy, da alcuni mesi si sta specializzando anche in tema di cyber security.


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