• Stefano Monti

I rischi del COVID-19 sulla normativa Antiriciclaggio

Aggiornamento: 1 apr 2021

Quali sono le conseguenze del virus COVID-19 sulla normativa antiriciclaggio? Attenzione alle truffe online



La situazione di emergenza sanitaria che sta attraversando il mondo intero a seguito della diffusione del virus COVID-19, nonché le misure di contenimento messe in atto dai singoli Stati per prevenire e contenere gli effetti della pandemia, hanno esposto il nostro sistema economico-finanziario a rilevanti rischi di comportamento illecito, soprattutto per quanto riguarda le attività di riciclaggio di denaro e finanziamento del terrorismo.


Nel documento pubblicato il 16 aprile 2020, in pieno lockdown, l’UIF (Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia) si è rivolta a intermediari finanziari e professionisti (commercialisti, consulenti del lavoro e avvocati) per metterli in guardia dal pericolo crescente di infiltrazioni di criminalità organizzata nell’economia legale, favorito dalle situazioni di blocco delle attività produttive indispensabile nella fase della quarantena. Parlando con diversi professionisti è chiaro che il mondo della finanza è sempre più attrezzato per far fronte alla necessità di controlli e di contenimento dei rischi. Se qualcuno in un primo momento avesse deciso di ignorare le direttive dell’UIF, forse perché già oberato di obblighi, adempimenti e rischi a cui l’emergenza sanitaria ha sottoposto la sua attività, oggi non può tirarsi indietro.


I rischi per la normativa Antiriciclaggio [COVID-19]

I pericoli identificati dall’UIF consistono in truffe, fenomeni corruttivi e possibili manovre speculative anche a carattere internazionale, tra cui:

  • truffe nei settori delle forniture sanitarie e dei servizi più direttamente collegati al contrasto del COVID-19;

  • ipotesi di corruzione negli affidamenti per l’approvvigionamento delle forniture e dei servizi necessari all’attività di assistenza e ricerca alle autorità sanitarie, nazionali e locali;

  • abusi nell’ottenimento e nell’impiego dei finanziamenti pubblici;

  • meccanismi fraudolenti connessi con la raccolta di fondi, anche online mediante piattaforme di crowdfunding, a favore di fittizie organizzazioni non profit;

  • rischio di infiltrazione criminale da parte di organizzazioni che possono trovare nuove occasioni per svolgere attività usurarie e per rilevare o infiltrare imprese in crisi con finalità di riciclaggio.

Sottovalutare questa situazione può avere conseguenze a lungo termine sull’intero sistema economico-finanziario. Non solo favorisce il rischio dell’indebolimento economico di famiglie e imprese, accresce i rischi di usura e può facilitare l’acquisizione diretta o indiretta delle aziende da parte delle organizzazioni criminali; il mutamento improvviso delle coordinate di relazione sociale aumenta anche l’esposizione di larghe fasce della popolazione al rischio di azioni illegali.

A questo proposito, il Gruppo d’Azione Finanziaria Internazionale (GAFI) di recente ha pubblicato il documento Covid-19-related Money Laundering and Terrorist Financing. Risks and Policy Responses in cui ha analizzato le nuove minacce globali di riciclaggio e finanziamento del terrorismo derivanti dalla diffusione del virus.

I pericoli online

Alla luce dell’esplosione dello smart-working, nonché di un generale spostamento delle attività fisiche alla dimensione virtuale, il documento pone l’attenzione sull’importanza del monitoraggio delle attività online. L’UIF si concentra per esempio sugli strumenti di pagamento elettronici, tra i principali veicoli di rischio nell’attuale situazione emergenziale. Il maggior utilizzo di servizi on line accresce, inoltre, l’esposizione al rischio di reati informatici a danno di singoli utenti, quindi di imprese o enti (si pensi a fenomeni come il phishing).

Per i professionisti oggi più che mai è importante non sottovalutare il rischio di truffe e reati informatici e monitorare tutte le transazioni on line, anche quelle istantanee o richieste con urgenza, attraverso le procedure di selezione automatica delle operazioni anomale di cui i soggetti obbligati si avvalgono per finalità di prevenzione, tenuto conto della tipologia di clienti e della loro attività.


Antiriciclaggio e COVID-19: La soluzione


Agli intermediari, ai professionisti, agli altri operatori qualificati e alle Pubbliche amministrazioni, che sono parte attiva del sistema di prevenzione, oggi è richiesto un impegno particolare per calibrare i propri presidi antiriciclaggio nella maniera più efficace.

La Comunicazione dell’UIF ha natura puramente esemplificativa. Questo significa che agli intermediari, ai professionisti, agli altri operatori qualificati e alle Pubbliche amministrazioni, che sono parte attiva del sistema di prevenzione, oggi è richiesto un impegno particolare per calibrare i propri presidi antiriciclaggio nella maniera più efficace. Per fronteggiare i rischi, tutti i destinatari degli obblighi di comunicazione o segnalazione alla UIF devono svolgere un’attenta vigilanza, un’analisi in concreto e una valutazione complessiva dell’operatività rilevata con l’utilizzo di tutte le informazioni disponibili per la tempestiva individuazione dei sospetti. È importante intercettare e comunicare tempestivamente tutte le situazioni sospette per consentire l’attivazione dei meccanismi di approfondimento e indagine.


Infine, è dovere dei soggetti destinatari degli obblighi di collaborazione attiva, nell’ambito della propria autonomia organizzativa e con le modalità ritenute più idonee, rendere il proprio personale e i propri collaboratori coscienti della presente comunicazione e sensibilizzarli con iniziative idonee. Soltanto grazie alla collaborazione di tutti sarà possibile arginare le minacce legate a questa crisi sanitaria e agli strascichi che inevitabilmente si potrarranno nel tempo.


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